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Valutazione del rischio da Movimenti Ripetitivi (MR) - Studio Ing. Placci Marco - Ergonomia e Sicurezza sul Lavoro

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Valutazione del rischio da Movimenti Ripetitivi (MR)

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COSE SI INTENDE PER RISCHIO DA MOVIMENTI RIPETITIVI

ll rischio da movimenti ripetitivi viene definito anche come “rischio da sovraccarico biomeccanico e movimenti ripetitivi degli arti superiori” ed è considerato il rischio delle lavorazioni con organizzazione ripetitiva o a ciclo.  
Esso trova i primi riscontri bibliografici a partire circa dal 1993. Tuttavia, occorre attendere gli anni
2001/2002 per fare sì che le metodologie per valutarlo si consolidino e vengano ottimizzate per eseguire una analisi affidabile e applicabile in maniera non soggettiva.
Nella genesi delle malattie muscolo scheletriche agiscono molteplici fattori tanto ambientali, lavorativi ed extralavorativi, quanto individuali. Le stesse peraltro riguardano sia distretti corporei (spalla, gomito, avambraccio) che diverse strutture anatomiche (tendinee, nervose, muscolari, articolari).
I principali fattori di rischio lavorativi che singolarmente o più spesso nella loro interazione, caratterizzano l’esposizione lavorativa degli arti superiori sono:
• ripetitività, frequenza di azioni meccaniche
• uso di forza
• posture e movimenti incongrui e/ stereotipati
• carenza di adeguati periodi di recupero
A tali principali fattori di rischio se ne aggiungono altri, definiti complementari, sempre di tipo lavorativo e collettivo (sia di tipo fisico-meccanico che socio-organizzativo) che vanno ritenuti “amplificatori del rischio”.
Per la valutazione del Rischio da Movimenti Ripetitivi viene utilizzato il metodo OCRA, pubblicato nel 1996 dai Proff. Colombini ed Occhipinti dell’Ente Postura e Movimento di Milano; successivamente da loro modificato e migliorato nel 1999 e nel 2003.
Il metodo OCRA risulta ad oggi l’unico metodo che analizza tutte le variabili, presenti nell’attività lavorativa, coinvolte nello studio del rischio da sovraccarico biomeccanico degli arti superiori.  Tali variabili sono:
le pause di recupero,
la frequenza delle azioni tecniche,  
la forza utilizzata,  
le posture incongrue,  
i fattori complementari aggravanti.
Il metodo OCRA è stato pubblicato come norma ISO 11228-3 nell’anno 2007 e per le valutazioni approfondite è considerato metodo preferenziale internazionale.
Analizzando le cinque differenti variabili sopra enunciate, si identifica il livello di rischio da Movimenti Ripetitivi della fase in osservazione.
Per sviluppare questa valutazione ed in particolar modo per eseguire uno screening su tutta l’azienda
(mappatura delle fasi di lavoro), si utilizza uno strumento specifico e sintetico, la check list, un apposito documento di raccolta e analisi dati, che quantifica l’apporto dei singoli fattori dando loro un punteggio ed identifica il livello di rischio globale. Più il punteggio è elevato più il rischio sarà elevato.  
In maniera schematica si riporta la formula di determinazione del rischio:


In sostanza il rischio di partenza è composto da quattro fattori determinati dal “MODO DI LAVORARE” da parte dell’operatore (posti nella figura tra parentesi), questi sono frequenza, forza posture incongrue e fattori complementari ogni fattore contribuisce alla presenza del rischio con punteggi variabili.
I quatto fattori di rischio vengono poi “amplificati” dal moltiplicatore del recupero che considera se e quante pause sono presenti nel turno. Ultimo fattore di rischio risulta la durata del lavoro: partendo da un turno di 8 ore, se il lavoratore lavora a regimi inferiori (6 ore, part time) il rischio si riduce di conseguenza.
I quattro fattori legati al lavoro determinano il punteggio complessivo di partenza:
Fattore Punteggio
Frequenza Da 0 a 10 punti
Forza Da 0 a 32 punti
Postura Da 0 a 24 punti
Fattori complementari Da 0 a 5 punti
La somma di questi punteggi determina il “rischio intrinseco” cioè quello determinato “DA COME LAVORA L’OPERATORE”.



LE PAUSE PRESENTI - IL FATTORE RECUPERO  

Quando gli arti superiori (le braccia) lavorano ripetutamente i loro movimenti sono consentiti dallo scorrimento dei tendini. I tendini sono protetti da delle guaine, per evitare il loro deterioramento, similmente ai “freni di una bicicletta”. Le guaine producono naturalmente un liquido lubrificante detto
“liquido sinoviale” per fare scorrere i tendini senza sfregamenti.
L’utilizzo continuo dei tendini determina una riduzione del liquido sinoviale e ciò comporta un “rischio di sfregamento tra tendine e guaina e l’infiammazione del tendine (tendinite acuta).
Se le braccia periodicamente “si fermano” e “riposano” il liquido sinoviale permane all’interno delle guaine in maniera corretta e il rischio di tendinite si riduce.
E’ dimostrato scientificamente che occorre una pausa di almeno 8 minuti per riprendere la generazione del liquido sinoviale.
Per una perfetta produzione di liquido sinoviale occorrerebbe ogni ora lavorata una pausa di almeno 8 minuti.
Nel calcolo della check list il rischio intrinseco di base, determinato dal modo di lavorare precedentemente visto, viene aumentato, se non ci sono pause, dal fattore di mancato recupero. Questo funziona da moltiplicatore del rischio intrinseco, aumentandolo gradualmente, in base a quante ore non presentano pause di recupero, secondo una specifica tabella di riferimento.

Per determinare quante ore senza recupero sono presenti durante il lavoro si studia l’organizzazione del turno, quando si fruiscono le pause e quanto durano.
Solo se le pause durano almeno 8 minuti e sono “ben utilizzate” migliorano la condizione di rischio.
Nella tabella viene evidenziato il coefficiente di una giornata di 8 ore con una pausa al mattino da 10 minuti, una al pomeriggio, sempre di 10 minuti e una pausa mensa di 60 minuti.
Il moltiplicatore del recupero in questo caso è di 1,33 significa che il rischio intrinseco AUMENTERA’ DEL 33%.

In base a quante pause sono presenti (o meglio a quante ore non adeguatamente recuperate, ripostate abbiamo) il coefficiente aumenta o cala di conseguenza (vedi tabella precedente).
Meno pause si faranno più aumenterà il rischio, più pause si fruiscono, più basso sarà il rischio.
L’ultimo moltiplicatore rimanente da considerare è legato all’organizzazione ed è quello determinato dalla durata del lavoro: meno minuti si lavorano, meno rischio sarà presente.

Moltiplicatori del rischio delle pause di recupero e della durata del lavoro

Al termine del calcolo il valore finale della Check list si confronterà con la tabella di esposizione sotto riportata .

La metodologia utilizzata per la valutazione del rischio da movimenti ripetitivi
 
Per la valutazione del Rischio da Movimenti Ripetitivi è stato utilizzato il metodo OCRA, pubblicato nel 1996 dai Proff. Colombini ed Occhipinti dell’Ente Postura e Movimento di Milano; successivamente da loro modificato e migliorato nel 1999 e nel 2003.
Il metodo OCRA risulta ad oggi l’unico metodo che analizza tutte le variabili, presenti nell’attività lavorativa, coinvolte nello studio del rischio da sovraccarico biomeccanico degli arti superiori.

Tali variabili sono:
 le pause di recupero
la frequenza delle azioni tecniche
la forza utilizzata
 le posture incongrue
i fattori complementari aggravanti.

Una seconda caratteristica del metodo è la predittività accertata dei suoi valori. Questi possono quindi essere utilizzati per stimare l’insorgenza delle patologie agli arti superiori, correlate all’attività lavorativa.
Il metodo OCRA è stato pubblicato come norma ISO 11228-3 nell’anno 2007 e per le valutazioni approfondite è considerato metodo preferenziale internazionale.
In ambito CEN, il metodo OCRA è inserito nella Norma EN 1005-5 “Safety of machinery - Human physical performance - Part 5: Risk assessment for repetitive handling at high frequency”.
 
Garantiamo valutazioni in linea con la normativa vigente e le migliori pratiche internazionali.
  • D.Lgs. 81/08 – Titolo VI e Allegato XXXIII: obblighi del datore di lavoro e criteri di valutazione.
  • Serie ISO 11228 (parti 1-3): movimentazione manuale dei carichi, traino/spinta e movimenti ripetitivi agli arti superiori.
  • Metodo OCRA (indice e checklist): stima dell’esposizione e classificazione del rischio per compiti ripetitivi.
  • Linee guida INAIL e buone prassi settoriali.
La documentazione prodotta è pronta per l’inserimento nel DVR e per eventuali verifiche ispettive.
Un processo strutturato e trasparente, pensato per integrare rapidamente i risultati nel DVR.
  1. Sopralluogo: rilievo postazioni, cicli e compiti; raccolta informazioni con operatori e preposti.
  2. Misurazioni: tempi ciclo, frequenze, posture e forze; identificazione dei fattori peggiorativi.
  3. Analisi: applicazione OCRA/ISO 11228; calcolo degli indici e confronto con i livelli di riferimento.
  4. Valutazione del rischio: classificazione per compito/postazione e individuazione delle priorità.
  5. Report e piano di miglioramento: misure tecniche, organizzative e formative, con priorità e tempi.
Possiamo coordinare la campagna rilievi minimizzando impatti sulla produzione.
IDENTIFICAZIONE DEL RISCHIO - TR ISO 12295
 

Ogni attività/mansione è oggetto di sopralluogo e di valutazione istantanea sul posto di lavoro.
Per la determinazione oggettiva del rischio da Movimenti ripetuti ci si riconduce alle indicazioni del TR ISO 12295, e seguendo gli indirizzi del D.Lgs.81/08, viene eseguita un’analisi iniziale delle attività svolte dalle singole mansioni, ponendosi la domanda di ingresso se sussiste la presenza, durante l’attività di ogni singola mansione, di attività a ciclo.
L’analisi delle mansioni è stata effettuata, quindi, non utilizzando immediatamente il metodo OCRA CHECK LIST, primo punto del terzo livello del TR, ma tramite lo screening proposto al primo livello di valutazione come confronto delle tabelle del TR ISO 12295 .
Successivamente alle key enter, in caso di presenza di cicli si può passare ad una valutazione rapida per identificare se l’attività ripetitiva è eseguita in maniera accettabile, oppure in condizioni critiche.
La valutazione rapida può anche essere utilizzata per identificare "condizioni critiche". Se si verifica almeno una delle condizioni, si è in presenza di condizioni critiche. Un intervento ergonomico risulta urgente per ridisegnare l'attività come una priorità.
Per tutte quelle postazioni che non hanno soddisfatto le condizioni di quick evaluation, come previsto dal metodo OCRA e suggerito nella bibliografia, gli operatori sono stati ripresi durante le attività svolte. Il filmato è stato analizzato per dedurre il numero di azioni tecniche, la loro frequenza, le posture incongrue degli arti superiori e la loro durata.
Da un’analisi iniziale delle attività svolte dalle singole mansioni si può identificare la suddivisione nelle specifiche mansioni e la presenza o meno del rischio.
La valutazione è approfondita per i ruoli con presenza di rischio ed è quantificato il livello di esposizione utilizzando la check list OCRA AD ALTA PRECISIONE, strumento che utilizza, per la determinazione dei valori delle variabili, il tempo in secondi della loro presenza per la definizione del rapporto percentuale rispetto al tempo ciclo calcolato similmente al metodo INDICE OCRA, la determinazione del valore è effettuata con una maggior precisione rispetto alla check list classica.



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STUDIO ING. PLACCI MARCO offre consulenza professionale in ergonomia e sicurezza sul lavoro:
valutazione del rischio da movimentazione manuale dei carichi e da movimenti ripetitivi,  
analisi dei rischi negli ambienti di lavoro e valutazione delle posture.
Esperienza ventennale e consulenza personalizzata.
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